L' Annunziata
 
ORARIO SS.MESSE

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Chiesa dell'AnnunziataLa storia


Si tratta di un monumento realizzato nel periodo di diffusione dell’architettura gotica in Italia (1300); la Chiesa, officiata inizialmente dal clero secolare, nei secoli XVII - XVIII fu assegnata ai Padri Mercedari, che gestirono anche l’ospedale annesso; successivamente ritornò al clero secolare e fu per molto tempo Rettoria.
La storia della Chiesa dell’Annunziata è costellata da una serie di danneggiamenti, spesso di notevole intensità, che hanno finito per compromettere la integrità del manufatto architettonico; tra i vari episodi si possono ricordare: l’incursione corsara del 1552, quella franco - polacca del 1799 ed infine, il vasto incendio del 16 agosto 1888, che rese inagibile la chiesa, impedendovi così lo svolgimento delle funzioni. Le fiamme sprigionate dal violento incendio, facendo cadere l’intonaco, misero in luce, nella zona presbiterale, affreschi risalenti al 1300 riportanti chiare influenze dalla scuola di Giotto.
Il monumento, gravemente danneggiato, rimase chiuso al culto fino all’intervento della allora “Sovrintendenza alle Belle Arti della Campania” che, attraverso estesi lavori di restauro diretti dal Soprintendente Gino CHIERICI, ne ha ripristinato la originaria bellezza trecentesca.
Con il restauro del 1930 furono demoliti gli altari barocchi, fu ricostruito il tetto con la nuova struttura a capriate di legno, fu rifatto il pavimento, furono rimesse in luce le pitture ricoperte dall’intonaco, fu creata una cripta per la sepoltura ed in onore degli eroici figli di Minturno caduti in guerra, diventando così il sacrario degli eroi minturnesi.
Riaperta al culto in data 12 maggio 1931, è stata nuovamente e gravemente danneggiata nell’ultimo conflitto mondiale; per tale motivo sono stati eseguiti gli ultimi restauri degli anni 1950-51. I continui finanziamenti del Ministero della Pubblica Istruzione consentirono di estendere il progetto al restauro degli affreschi, alla realizzazione di un’intercapedine sul fianco sinistro della chiesa e soprattutto alla costruzione di un campanile e alla sistemazione della cripta posta sotto l’abside che viene utilizzata come sacrario dei caduti minturnesi.
Certamente al termine dell’intervento la chiesa doveva mostrare un’immagine piuttosto prestigiosa giacché, “rinnovata in stile quattrocentesco locale”, aveva le finestre dotate di “preziosi alabastri egiziani” mentre gli arredi e le suppellettili vennero donate da Pio XI.
quadri dell'artista Francesco De Mura, soprannominato Franceschiello (Napoli 1697-1784) della vita di San Filippo Neri.

 

Importante iscrizione apposta sulle pareti del campanile dall'allora Ministro della P.I. Pietro fedele ed inneggiante alle doti dei Minturnesi.

 

Le decorazioni interne


La chiesa dell’Annunziata di Minturno è piuttosto nota agli storici dell’arte medievale per la presenza di un pregevole ciclo d’affreschi che decora (seppure attualmente molto degradato) la zona del coro e l’ambiente ad esso limitrofo, la sacrestia, denominata anticamente cappella di S. Cecilia. Su ognuna delle quattro vele della volta a crociera del coro il Simonelli dipinse un Evangelista ed un Dottore della Chiesa, mentre in chiave appare un Cristo benedicente con un libro aperto in mano. Nella volta della cosiddetta cappella di S. Cecilia appaiono le storie di S. Orsola e le Vergini, oltre ad un gruppo d’angeli musicanti.
Sulle pareti del coro compaiono riquadri appartenenti a cicli decorativi di differenti periodi, mentre la riquadratura della finestra è da considerarsi opera “in stile” di Gino Chierici. Fra le varie pitture la più interessante è La Crocifissione posta al centro della parete di fondo: questa, databile alla prima metà del Trecento, è probabilmente coeva agli affreschi della volta. Va inoltre ricordato che, in tempi successivi, era stata parzialmente affrescata anche la facciata della chiesa potendo rintracciare notizie di un’Annunciazione dipinta sull’architrave della porta (1504), di un ritratto di Donna Brigida Minutilli realizzato sul lato sinistro dell’Annunciazione (1573) e di un S. Cristoforo “posto sotto l’ultimo arco occidentale del portico”, d’epoca incerta.
Anche le vaste superfici degli ambienti voltati sottostanti il presbiterio si presentano affrescate, con cicli di immagini di fattura similare a quelli più noti della zona superiore, ma posti a grave rischio di perdita per via della forte presenza di umidità nei locali.

 

dott. arch. Antonio Bruno